Riportiamo la traduzione del post pubblicato oggi da Patrick Breyer
Ieri, i governi dell’UE hanno reintrodotto la scansione di massa senza sospetto delle comunicazioni private (“Chat Control 1.0”) con un voto contrario (Ungheria), un’astensione (Belgio) e senza l’approvazione del Parlamento europeo (la maggioranza dei deputati votanti si era espressa contro il regolamento). Di conseguenza, i fornitori statunitensi come Meta o Google sono nuovamente autorizzati a condurre le controverse scansioni di massa senza mandato di chat e messaggi privati fino al 3 aprile 2028.
È stata adottata un’esenzione simbolica per le comunicazioni crittografate, sebbene in pratica i fornitori di servizi non le scansionino comunque, quindi da questo punto di vista non cambia nulla. Irlanda e Francia hanno tuttavia criticato ieri tale esenzione simbolica. Sebbene la maggioranza dei membri del Parlamento europeo abbia votato per limitare la scansione delle comunicazioni private esclusivamente ai sospettati identificati dalla magistratura (322 voti a favore e 255 contrari), questa limitazione centrale non è inclusa nel regolamento definitivo. La leadership conservatrice del Parlamento europeo aveva programmato la votazione per l’ultimo giorno prima della pausa estiva e, come previsto, non si è presentata un numero sufficiente di eurodeputati per raggiungere la maggioranza assoluta necessaria all’approvazione dell’emendamento.
Il dottor Patrick Breyer, attivista per le libertà civili ed ex membro del Partito Pirata al Parlamento europeo (eurodeputato), commenta:
Il fatto che Chat Control 1.0 stia diventando legge senza l’approvazione del Parlamento europeo eletto non è ciò che io considero democrazia. L’industria tecnologica ci guadagna, ma i nostri figli ci rimettono. Il cosiddetto “gap di protezione” è un mito creato per prolungare un fallimento che dura ormai da cinque anni. Questo sistema sovraccarica le forze dell’ordine con falsi allarmi, privandole della capacità di indagare sui responsabili degli abusi, di cui avrebbero disperatamente bisogno. Invece di proteggere i bambini, il sistema Chat Control danneggia le vittime e allo stesso tempo criminalizza in massa i minori. Un controllo indiscriminato della messaggistica è inaccettabile quanto l’apertura indiscriminata della posta fisica di tutti.
Cercare di proteggere i bambini con una sorveglianza di massa indiscriminata è tanto inefficace quanto cercare disperatamente di lavare il pavimento mentre il rubinetto è ancora aperto. Gli ultimi dati della polizia tedesca dimostrano che questo sistema è fallimentare: oltre la metà di tutti i report dell’industria tecnologica statunitense sono legalmente irrilevanti, un numero record di 113.000 foto, video e chat personali sono stati diffusi illegalmente solo in Germania lo scorso anno e migliaia di adolescenti sono stati criminalizzati in massa. Il sistema attuale non protegge i bambini; li sottopone a sorveglianza di massa algoritmica e alla criminalizzazione.
È tempo di un cambio di paradigma, che ci allontani dall’illusione di sicurezza offerta dalla sorveglianza di massa delle grandi aziende tecnologiche e si concentri su ciò che funziona davvero. Una vera protezione dei minori significa un’azione di polizia mirata e sotto copertura contro le reti criminali che commettono abusi e sfruttamento. Una vera protezione dei minori significa la ricerca e la rimozione sistematica del materiale pedopornografico accessibile al pubblico, alla fonte, e l’obbligo per i fornitori di app di implementare la “sicurezza fin dalla progettazione” per impedire il cyber-adescamento dei nostri figli prima ancora che inizi. Aggrapparsi alla scansione di massa indiscriminata sabota questo necessario cambio di paradigma.
Cosa succederà dopo?
Il regolamento provvisorio adottato dal Consiglio sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE nei prossimi giorni, entrerà in vigore tre giorni dopo e si applicherà fino all’aprile 2028, o fino al raggiungimento di un accordo su un regolamento permanente. I negoziati per quest’ultimo riprenderanno a settembre. Il punto centrale della controversia tra il Parlamento europeo, i governi degli Stati membri e la Commissione europea rimane la scansione delle chat private: deve essere indiscriminata o mirata ai sospettati di reati?
Cosa cambia con il ritorno di Chat Control 1.0 e cosa rimane invariato
- Cosa sta tornando: le aziende tecnologiche statunitensi sono di nuovo autorizzate a scansionare i messaggi privati senza mandato o sospetto preventivo. Ciò riguarda i messaggi diretti su piattaforme come Instagram, Discord, Snapchat, Skype e Xbox, nonché le email tramite Gmail di Google e iCloud di Apple.
- Ciò che rimane invariato: i post pubblici sui social media e i file ospitati su servizi di cloud storage potevano già essere scansionati anche senza questa legge di esenzione. Inoltre, i messaggi privati possono, indipendentemente dalla normativa, essere sempre segnalati dagli utenti o monitorati dalle autorità tramite intercettazioni mirate, autorizzate dal tribunale e previste dalla legge nazionale.
- Cosa NON viene ancora scansionato: le chat crittografate end-to-end, come quelle di WhatsApp, sono sempre state esentate da queste scansioni. Inoltre, i fornitori europei di servizi di messaggistica ed e-mail non hanno mai implementato misure di controllo della messaggistica.
Perché quello di chatcontrol è l’approccio sbagliato
- Dal 2022, il volume delle segnalazioni di presunti abusi provenienti dagli Stati Uniti è già diminuito del 50% grazie al crescente utilizzo della crittografia dei messaggi.
- Secondo i dati della Commissione europea, la scansione di massa delle chat private ha rappresentato solo il 36% di tutte le segnalazioni di abusi nel 2024 (la maggior parte proveniva da post pubblici e archiviazione cloud).
- L’Ufficio federale di polizia criminale tedesco (BKA) riferisce che il 52% di tutte le segnalazioni ricevute non ha alcuna rilevanza penale. Inoltre, in base a queste leggi, la polizia è tenuta a perseguire anche le rappresentazioni di fantasia (come gli hentai) e i contenuti di fantasia generati dall’intelligenza artificiale.
- In Germania, il 40% delle indagini sulla “pornografia infantile” ha coinvolto direttamente i bambini (di età compresa tra i 10 e i 14 anni), interessando oltre 8.000 minori nel 2025. Secondo l’Ufficio federale di controllo tedesco ( BKA ), spesso sono i bambini stessi a scattare le foto denunciate o a condividere le immagini senza rendersene conto.
- Il 53% delle indagini della polizia tedesca per “pornografia giovanile” ha riguardato minori, criminalizzando oltre 12.000 adolescenti nel 2025. Il BKA osserva : l’esplorazione dell’identità sessuale avviene ormai online, e spesso comporta la creazione e la condivisione di file intimi propri o dei coetanei (“Sexting”).
- Nell’ambito del sistema chatcontrol, si stima che il 99% delle segnalazioni generate dalla società Meta consista in materiale già noto, il che generalmente non contribuisce a fermare gli abusi in corso. Per l’identificazione e il salvataggio delle vittime sono decisive le indagini sotto copertura nelle reti criminali e le misure mirate contro sospetti concreti, non la ricerca indiscriminata di comunicazioni private di persone estranee.
- La Commissione europea ammette che non vi sono prove che la scansione indiscriminata delle comunicazioni private abbia portato a un aumento delle condanne penali o dei minori salvati.
Parlare di una “lacuna nella protezione” evitata è quindi estremamente fuorviante: gli strumenti più efficaci per le forze dell’ordine – intercettazioni telefoniche autorizzate dal tribunale, segnalazioni degli utenti e scansione di piattaforme pubbliche e servizi di cloud storage – sono sempre stati pienamente operativi. L’unica pratica vietata da aprile è stata la ricerca indiscriminata e senza mandato di messaggi privati e non crittografati di persone innocenti su alcune piattaforme statunitensi.
Premessa: Lo stallo sulla ricerca di una soluzione permanente
Parallelamente, sono in corso negoziati per una normativa permanente a tutela dei minori dalla violenza sessuale online (il “Regolamento CSAM” o “Chat Control 2.0”). In questi colloqui, il Parlamento europeo sta promuovendo un cambio di paradigma nell’approccio alla sicurezza dei minori online. Richiede:
- Ordini di rilevamento obbligatori nei confronti dei sospetti, anziché scansioni di massa indiscriminate delle comunicazioni private lasciate alla discrezione del settore tecnologico.
- Un centro di protezione dell’infanzia dell’UE incaricato della rimozione sistematica da internet del materiale pedopornografico noto.
- Standard di sicurezza rigorosi per le app di messaggistica (“Security by Design”) per proteggere i bambini dal cyber-adescamento.
Questa legislazione permanente non è stata adottata perché gli Stati membri dell’UE insistono nel mantenere il vecchio approccio di scansione volontaria e senza sospetti delle comunicazioni private. I critici avvertono che il continuo prorogare delle norme provvisorie elimina la pressione politica necessaria per raggiungere un accordo permanente e realizzabile. In definitiva, il prolungamento dello status quo rischia di compromettere i progressi concreti in materia di tutela dei minori.
Patrick Breyer riassume il problema:
Finché i governi dell’UE potranno utilizzare scappatoie procedurali per estendere continuamente il loro comodo status quo di controlli di massa volontari e indiscriminati, non avranno alcun motivo per aderire alla strategia di protezione dell’infanzia del Parlamento, mirata, giuridicamente fondata e di gran lunga più efficace.
Tuttavia, la riproposizione di questa normativa temporanea è solo una battuta d’arresto; la battaglia politica per “chatcontrol 2.0″ permanente è appena iniziata. La resistenza che abbiamo visto in Parlamento è stata così forte che trovare una maggioranza per la scansione di massa permanente e senza sospetti nei futuri negoziati rimane una pura illusione.
Le voci dei sopravvissuti: “Abbiamo bisogno della privacy per assicurare i responsabili degli abusi alla giustizia”
Contrariamente a quanto si afferma, ovvero che la scansione di massa faciliti le indagini, le vittime di violenza sessuale sottolineano esplicitamente che Chat Control non aiuta le vittime:
Alexander Hanff, sopravvissuto ad abusi sessuali infantili ed esperto di informatica, chiarisce:
“Come sopravvissuto, mi sono affidato a comunicazioni riservate per raccontare la mia storia e ottenere giustizia per 28 ragazzi, me compreso, il che ha portato alla condanna di diversi colpevoli. Noi sopravvissuti abbiamo bisogno della privacy, perché senza di essa perdiamo la voce. Chat Control non è stato creato per proteggere i bambini. È nato per permettere a grandi aziende tecnologiche come Meta o Google di accedere ai nostri dati a scopo di lucro, e per consentire agli Stati di espandere la sorveglianza di massa. La Commissione europea ha sprecato cinque anni e milioni di euro in algoritmi che non possono proteggere i bambini e non sono mai stati pensati per farlo. Questi soldi avrebbero dovuto essere destinati a un’efficace attività di polizia e al supporto per i sopravvissuti, milioni dei quali non hanno mai ricevuto alcun tipo di sostegno.”
Marcel Schneider ( nome di fantasia), un sopravvissuto che ha intentato causa contro Meta per il suo programma volontario di controllo delle chat, aggiunge:
“Chiunque si rammarica per la fine di chatcontrol non ha capito cosa aiuti realmente i sopravvissuti alla violenza sessuale. La sorveglianza di massa da parte di aziende come Meta non previene gli abusi. Una vera protezione significa: eliminare il materiale alla fonte, un’azione di polizia proattiva sul Darknet e app progettate per essere sicure per i bambini fin dall’inizio.”
Dorothée Hahne, membro fondatore e membro del consiglio di amministrazione dell’iniziativa per i sopravvissuti MOGiS eV (Una voce per i sopravvissuti), sottolinea il pericolo che la sorveglianza di massa rappresenta per le vittime stesse:
“Come sopravvissuti, vediamo i nostri ‘spazi sicuri’, le nostre aree protette e i nostri canali di comunicazione, minacciati o distrutti da questo. Per i sopravvissuti, questa esigenza è esistenziale”.
Testo integrale del regolamento
Qui il post originale: https://www.patrick-breyer.de/en/eu-governments-adopt-return-of-chat-control-1-0-breyer-the-true-losers-are-our-children/
I commenti sono disabilitati, ma se vuoi segnalare un errore o aggiungere un contributo, puoi scriverci su Twitter o su Mastodon

