Ripubblichiamo questo post dell’Internationale Pirata
L’antica formula olandese del “briefgeheim” (lettera confidenziale) prevedeva che il servizio postale (e per analogia le piattaforme dei social media) non potesse aprire e leggere le lettere. C’erano però delle eccezioni. Le cartoline, come quelle che si inviavano dalle vacanze, erano semplici e leggibili a tutti. Queste, quindi, erano esenti da tale divieto.
Questa è la situazione attuale per i messaggi online, ora che l’UE ha nuovamente indebolito la direttiva ePrivacy. I messaggi crittografati che inviamo sono riservati, gli altri sono potenzialmente accessibili a chiunque. Dobbiamo “sigillare la busta”, usare la crittografia, affinché le nostre comunicazioni personali tornino ad essere private.
A causa della mancanza di normative digitali a tutela della nostra privacy, diversi pirati informatici hanno rilasciato dichiarazioni, tra cui una del dottor Patrick Breyer.
e una dichiarazione ufficiale del Partito Pirata ceco contenente i commenti dell’eurodeputata pirata Markéta Gregorová
Sebbene la normativa specifica riguardi l’Unione Europea, noi di PPI desideriamo sottolineare l’importanza di questa problematica a livello globale.
Quello che è successo?
Il 9 luglio 2026, il Parlamento europeo ha approvato il ritorno del quadro normativo temporaneo “Chat Control 1.0”, adottando al contempo un emendamento che tutela esplicitamente le comunicazioni crittografate. Poiché il Parlamento ha modificato la proposta, il testo torna al Consiglio. Qualora il Consiglio respinga le modifiche del Parlamento, potrebbero essere necessari ulteriori negoziati. Il quadro normativo temporaneo dovrebbe rimanere in vigore fino al 2028, a meno che non venga sostituito prima da un regolamento permanente.
I negoziati per la legge definitiva riprenderanno a settembre. Il punto centrale della controversia tra il Parlamento europeo, i governi degli Stati membri e la Commissione europea rimane la scansione delle chat private: deve essere indiscriminata o mirata ai sospettati di reati?
Cosa cambia con il ritorno di Chat Control 1.0 e cosa rimane invariato?
- Cosa sta tornando: le aziende tecnologiche statunitensi sono di nuovo autorizzate a scansionare i messaggi privati senza mandato o sospetto preventivo. Ciò riguarda i messaggi diretti su piattaforme come Instagram, Discord, Snapchat, Skype e Xbox, nonché le email tramite Gmail di Google e iCloud di Apple.
- Ciò che rimane invariato: i post pubblici sui social media e i file ospitati su servizi di cloud storage potevano già essere scansionati anche prima di questa legge. Inoltre, i messaggi privati possono sempre essere segnalati dagli utenti o monitorati dalle autorità tramite intercettazioni mirate, autorizzate dal tribunale.
- Cosa NON viene ancora scansionato: le chat crittografate end-to-end, come quelle di WhatsApp, sono sempre state esentate da queste scansioni. Inoltre, i fornitori europei di servizi di messaggistica ed e-mail non hanno mai implementato misure di controllo delle chat.
Premessa: Lo stallo sulla ricerca di una soluzione permanente
Parallelamente, sono in corso negoziati per una normativa permanente a tutela dei minori dalla violenza sessuale online (il “Regolamento CSAM” o “Chat Control 2.0”). In questi colloqui, il Parlamento europeo sta promuovendo un cambio di paradigma nell’approccio alla sicurezza dei minori online, chiedendo:
- Ordini di rilevamento obbligatori e mirati contro effettivi sospetti criminali, anziché scansioni di massa indiscriminate lasciate alla discrezione dell’industria tecnologica.
- Un centro di protezione dell’infanzia dell’UE incaricato della rimozione sistematica da internet del materiale pedopornografico noto.
- Standard di sicurezza rigorosi per le app di messaggistica (“Security by Design”) per prevenire il cyber-adescamento.
Patrick Breyer riassume il problema:
“Finché i governi dell’UE potranno utilizzare scappatoie procedurali per estendere continuamente il loro comodo status quo di controlli di massa volontari e indiscriminati, non avranno alcun incentivo a collaborare con la strategia di protezione dell’infanzia del Parlamento, mirata, giuridicamente fondata e di gran lunga più efficace.”
Dorothée Hahne, membro fondatore e vicepresidente dell’iniziativa di supporto ai sopravvissuti MOGiS eV (Una voce per i sopravvissuti), sottolinea il pericolo che la sorveglianza di massa rappresenta per le vittime stesse:
“In quanto sopravvissuti, vediamo i nostri ‘spazi sicuri’, le nostre aree protette e i nostri canali di comunicazione, minacciati o distrutti da tutto ciò. Per i sopravvissuti, questo bisogno è esistenziale.”
Markéta Gregorová:
“La lotta per la tutela della privacy non finisce qui. Al contrario. Il voto odierno ha dimostrato che esiste ancora una solida maggioranza di membri del Parlamento europeo contrari almeno all’indebolimento della crittografia. Ciò non cambia però il fatto che il Parlamento abbia approvato la possibilità di effettuare una sorveglianza di massa di milioni di messaggi appartenenti a cittadini innocenti.”
Link al post originale: https://pp-international.net/2026/07/eu-chat-control/
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